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I servizi ecosistemici e le foreste urbane

Il 13 marzo 2014 si è svolto, presso la splendida cornice del Parco Nord Milano già vestito a primavera, il workshop: “I servizi ecosistemici e le foreste urbane“.
L’evento, che ha raccolto un’ampia partecipazione sia di tecnici sia di persone a vario titolo attive nella vita dei nostri parchi, è stato un’importante occasione per aprire un confronto su tematiche forse ancora non sufficientemente dibattute e approfondite.

La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione di alcuni casi di monitoraggio e valutazione dei servizi ecosistemici, con un’attenzione anche alla necessità di fornire una cornice teorica e un inquadramento dei principali concetti di riferimento.

Nella seconda parte della mattinata, si sono svolti tre gruppi di lavoro, dedicati a diversi servizi ecosistemici – wellbeing, sicurezza idrogeologica del territorio e mitigazione climatica, e biodiversità.

Di seguito mettiamo a disposizione le presentazioni (scaricabili) degli interventi dei relatori accompagnati da una breve sintesi.

Servizi ecosistemici nelle UPF della Lombardia: risultati preliminari dell’applicazione dei tools di mappatura InVEST e SolVES
Benedetta Concetti– ERSAF
L’intervento ha presentato l’applicazione sulle foreste urbane lombarde di due strumenti di monitoraggio per la mappatura e la quantificazione bio-fisica ed economica dei Servizi Ecosistemici.
Applicando il tool InVEST sono stati analizzati i dati relativi allo stoccaggio di carbonio e alla biodiversità. Lo strumento SolVES (Social Values for Ecosystem Services 2.1)ha invece permesso di approfondire le tematiche legate alla ricreazione e al benessere. [Scarica le slide]

Monitoring and promoting in Urban Forest Ecosystem in Ljubljana
Andrej Verlič— Slovenian Forestry Institute / Arboriculture Department, TISA d.o.o.; EMoNFUr Technical Coordinator for Slovenia
Andrej Verlič ha presentato le attività di monitoraggio e valutazione dei servizi ecosistemici realizzate nella foresta urbana di Lubjana, partner europeo del progetto Emonfur. Il sistema di monitoraggio permette una valutazione costante di diversi fattori, quali la situazione idrogeologica, gli inquinanti nell’aria, il clima, etc.  [Scarica le slide]

I Servizi Ecosistemici delle aree agroforestali nelle relazioni urbano rurali
Davide Marino – project leader del Progetto LIFE+ “Making Good Natura” (LIFE 11 ENV7IT/168).
L’intervento ha analizzato tre aspetti: in primo luogo i cambiamenti che interessano le aree urbane e periurbane, caratterizzate da un progressivo aumento del consumo di suolo; quindi il concetto di servizio ecosistemico specificamente applicato alle foreste urbane e periurbane; infine la presentazione del progetto Life + Making Good Natura, dedicato alla valutazione dei servizi ecosistemici.  [Scarica le slide]

Nel corso del workshop i partecipanti sono stati invitati a creare una propria graduatoria dei principali servizi ecosistemici prodotti dalle nostre foreste urbane.

I partecipanti si son divisi in tre gruppi di lavoro. Ciascun gruppo ha elaborato una propria graduatoria, secondo questo procedimento: ad ogni partecipante è stato chiesto di individuare tre/quattro servizi ecosistemici significativi nelle foreste urbane; i servizi individuati sono stati classificati e raggruppati in base all’omogeneità dell’area di riferimento; infine ciascun partecipante ha potuto dare un voto ad un massimo di tre servizi ecosistemici, scegliendo tra tutti quelli emersi durante il lavoro.

Sono dunque risultate tre graduatorie, che riportiamo nella tabella qui sotto; tra parentesi è indicato il numero di voti ricevuti.

Gruppo 1Gruppo 2Gruppo 3
  • Contrasto consumo di suolo e difesa del paesaggio (9)
  • Effetto locale sul clima (8)
  • Biodiversità e corridoio ecologico (8)
  • Biodiversità (5)
  • Spazi ricreativi (4)
  • Tutela acqua e aria (4)
  • Appagamento fisico e spirituale / tranquillità psicologica (3)
  • Estetica e bellezza (2)
  • Stoccaggio CO2 (1)
  • Informazione ambientale (1)
  • Conservazione patrimonio genetico (1)
  • Bellezza del paesaggio/attività ricreative / fruizione  (11)
  • Tutela acqua e aria / qualità ambientale  (7)
  • Biodiversità (6)
  • Conservazione del suolo (3)
  • Mobilità leggera / corridoi ecologici umani (1)
  • Stoccaggio CO2 (1)
  • Biodiversità (10)
  • Tutela paesaggio (5)
  • Riduzione inquinamento (4)
  • Produzione alimentare (4)
  • Salute  (3)
  • Riduzione dello stress (3)
  • Attività ricreativa (3)
  • Tutela acqua (2)
  • Equilibrio idrogeologico (1)
  • Valori educativi (1)

Tali graduatorie sono naturalmente prive di alcun valore scientifico ed è opportuno specificare che i risultati variano anche al variare delle classificazioni e accorpamenti decisi in ciascun gruppo di lavoro.

A partire dalle discussioni emerse nei gruppi, è però possibile affermare come la materia sia ancora, almeno nel nostro Paese, piuttosto fluida e manchi di definizioni univoche, così come di linguaggi condivisi e codificati.

Alcuni servizi ecosistemici hanno trovato consenso e condivisione in tutti e tre i gruppi, in primo luogo per quanto concerne la funzione di presidio e tutela che svolgono le nostre foreste urbane: difesa del paesaggio e contrasto al consumo di suolo, salvaguardia della biodiversità, tutela dell’acqua e dell’aria.
Inoltre i partecipanti erano concordi sull’importanza rivestita dalle UPF in relazione alle attività ricreative e al benessere psico-fisico degli abitanti delle comunità locali. Tuttavia anche in questo ambito si sono registrate posizioni diverse ed anche incertezze di carattere classificatorio: la possibilità di promuovere la mobilità leggera, di svolgere attività di volontariato o di fare birdwatching, possono essere considerati a pieno titolo servizi ecosistemici? Nel caso delle foreste urbane, quale grado di importanza dovrebbero avere i servizi ecosistemici legati alla vita e al benessere dei cittadini? E ancora, a quale punto sono gli studi in tal senso?

Il “gioco” della graduatoria ha permesso di aprire discussioni su alcuni concetti teorici e di scambiare tra i partecipanti prospettive e punti di vista.

Sintesi della discussione prodotta dal gruppo di lavoro ‘Sicurezza idrogeologica del territorio e mitigazione climatica’, all’interno del workshop “I servizi ecosistemici e le foreste urbane”

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A partire dalle questioni che si sono aperte in fase di costruzione di una graduatoria dei servizi ecosistemici, il gruppo di lavoro ha discusso in larga misura di aspetti teorici inerenti alle tematiche dei servizi ecosistemici. Questo è forse avvenuto in quanto tale impostazione caratterizzava il background e il lavoro di molti dei partecipanti al gruppo, ma certamente è dovuto anche al fatto che la tematica dei servizi ecosistemici si presenta ancora come piuttosto fluida e risente della necessità di ragionare su visioni (e definizioni) che siano condivise e generalmente accettate. A tal proposito, dalle discussioni fatte nella prima fase di lavoro del gruppo, è emerso come non tutti i partecipanti avessero punti di vista coincidenti su alcune delle tematiche affrontate.

Il gruppo ha indicato, in modo sostanzialmente unanime, come i servizi ecosistemici si possano suddividere in due nuclei: vi è un primo nucleo centrale, composto da servizi ecosistemici ben definiti, contenuti nei loro contorni e misurabili sotto vari aspetti (fisico, chimico, e spesso anche monetario); vi sono invece altri servizi e aspetti che si allontanano progressivamente da questo nucleo centrale, divenendo sempre più sfumati, difficili da definire e ancor più da misurare e valutare.

Focalizzare tale distinzione, può permettere ulteriori approfondimenti e considerazioni sulla problematica dei servizi ecosistemici. Ad esempio il gruppo di lavoro si è soffermato a discutere se potesse essere riconducibile ad un servizio ecosistemico la possibilità di promuovere una mobilità leggera: dal punto di vista della definizione stringente, non sarebbe così; tuttavia se consideriamo l’opportunità offerta dalle UPF di tracciare piste ciclabili in territori fortemente urbanizzati, allora tale possibilità esiste.

Il gruppo aveva inoltre come obiettivo quello di affrontare due questioni: il rischio idrogeologico e la mitigazione climatica. Mentre il tempo a disposizione non ha permesso di affrontare il secondo tema, il gruppo ha discusso piuttosto approfonditamente sul primo, con particolare attenzione al tema della regimazione delle acque e agli effetti durante gli eventi di piena. A tal proposito, il caso del fiume Seveso rappresenta un esempio evidente dei benefici offerti dalle foreste, se si considera il suo comportamento nei tratti in cui il tracciato del fiume percorre aree verdi e non suoli fortemente urbanizzati e cementificati.

In sintesi, le sollecitazione promosse dal gruppo di lavoro, si sono dunque prevalentemente concentrate sulla concettualizzazione e definizione dei servizi ecosistemici, in particolare in foreste situate in contesti urbani.

Sintesi della discussione prodotta dal gruppo di  lavoro ‘Servizi ecosistemici e benessere’ all’interno del workshop ‘Servizi ecosistemici e foreste urbane’.

Gruppo 'well being'

Dopo aver stilato la graduatoria generale dei servizi ecosistemici il gruppo ha discusso nello specifico di quelli relativi al benessere ed in particolare i benefici di carattere fisico e psicologico forniti dalle foreste urbane.

Secondo i partecipanti le foreste urbane e periurbane contribuiscono a migliorare nel complesso il benessere (benessere fisico e psicologico) delle persone, così come possono favorire la dimensione sociale (processi di inclusione). Di seguito si riportano le esperienze emerse nel gruppo di lavoro.

La prima esperienza è centrata sull’importanza dell’aspetto educativo nella conoscenza di questi benefici prodotti dalle foreste. Nella città di Asti sono stati creati piccoli giardini con elementi articolati del paesaggio che consentono ai più giovani di sperimentare ed apprezzare le differenze del paesaggio. Interessanti sono, inoltre, le esperienze dei ‘corridoi ecologici’, percorsi lineari, che permettono di ridurre la frammentazione delle aree verdi consentendo una viabilità ciclo-pedonale e una maggior connessione tra aree verdi, incentivando, al tempo stesso l’attività fisica. Padova è un esempio di città in cui il sistema infrastrutturale verde è basato sul sistema delle acque.
Dal lavoro in gruppo è emerso il connubio tra salute e spazi verdi. Da un lato, significativa è l’esperienza, sempre più comune anche in Italia, dei gruppi di cammino, un’attività fisica, promossa da associazioni, ma anche dalle Asl, su scala urbana e periurbana. In Inghilterra i gruppi di cammino sono promossi e finanziati dal Sistema sanitario nazionale quale terapia sostitutiva per far fronte al disagio sociale (obesità, malattie cardio vascolari, gravidanze precoci, ecc.); dall’altro prendersi cura delle aree verdi può avere esiti anche terapeutici (healing gardens, landscape therapy) sia per le persone coinvolte attivamente (anziani, bambini, persone fragili, ecc.) sia per chi le frequenta.

La governance dei sistemi verdi è il principale elemento di criticità individuato dal gruppo: come gestire, in modo sostenibile, i sistemi verdi e le foreste urbane? Secondo i partecipanti, una soluzione potrebbe essere ricercata nel coinvolgimento del privato in alcune attività. Ad esempio il terzo settore e gli agricoltori potrebbero essere maggiormente coinvolti nel garantire spazi aperti, che non sono solo le foreste urbane nel senso stretto del termine bensì un insieme di sistemi verdi, come nell’accezione anglosassone.
In sintesi dal lavoro di gruppo è emerso che sembra esservi una certa consapevolezza nei confronti del benessere generato dalle foreste urbane e rurali: tuttavia una sfida per il futuro è quella comunicare ai cittadini questo valore aggiunto e coinvolgerli nella tutela e nella manutenzione delle UPF.